Coppia di finestroni


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Autore Giovanni Antonio Amadeo

Ai lati del portale vi sono due finestroni che curiosamente sono molto più ampi delle aperture reali che permettono il passaggio della luce all'interno. La struttura e la scelta cromatica dei marmi sono originali e combinano elementi eterogenei. La presenza di un "attico" sopra la trabeazione principale deriva dagli archi di trionfo romani, mentre la fitta serie di colonne che chiude le finestre ricorda per densità spaziale le colonnine del vicino Battistero trecentesco, ora collocato nel giardino vescovile, a destra della Cappella. Queste colonne sono in marmo viola, marmo giallo e marmo bianco e sono di varie tipologie: scanalate, a tortiglione (molto diffuse quest'ultime nell'arte romana antica), oppure formate da elementi cilindrici e a vaso sovrapposti con una soluzione innovativa, se si escludono alcune parziali anticipazioni nelle Cappella Portinari a Milano e nei disegni dell'architetto Filarete. Le incongruenze rispetto ai canoni classici, come la fila di sei pilastrini non allineati alle sottostanti colonne e la doppia trabeazione, indicano la volontà da parte di Amadeo di applicare il principio della "varietas", cioè la rielaborazione dei modelli classici con varianti personali, al fine di creare sorpresa nell'osservatore. All'interno dell'arco di coronamento vi è un'urna cineraria con lo stemma Colleoni d'Angiò e due angeli; ai lati statue di Virtù, non ben identificate, e nei pennacchi due medaglioni con teste classiche.


Per approfondire :
I marmi impiegati nella facciata
Il nome e lo stemma Colleoni
Lo stile architettonico della Cappella Colleoni
 

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