Giovan Battista Moroni


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Discendente da una famiglia di costruttori edili di Albino in Val Seriana, Giovan Battista, ancora bambino, si trasferì nel 1532 circa a Brescia con la famiglia e vi compì il suo apprendistato presso la bottega del Moretto, dedito a pale sacre dal forte impatto dottrinale. Questa esperienza lo segnerà per tutta l'attività giovanile, fino a che, negli anni '50, rientrato a Bergamo, si distaccò dai modelli del maestro per una più acuta indagine naturalistica e colori più freddi, quasi metallici, che egli espresse soprattutto nei ritratti, per i quali aveva grande attitudine. In questo periodo entrò nelle grazie dell'élite di Bergamo che gli commissionò ritratti ma anche dipinti devozionali. La sua fama di ritrattista era giunta anche a Venezia: gli antichi biografi ricordano che il celebre Tiziano, a cui un nobile bergamasco aveva chiesto un ritratto, rispose che per un ritratto "al vero" avrebbe potuto rivolgersi a Moroni senza fare tanta strada, ché il risultato sarebbe stato altrettanto buono. Negli anni '60 Moroni tornò a vivere stabilmente ad Albino producendo ritratti e pale per la committenza valligiana con una vena più intima e commovente, molto apprezzata nei quadri sacri da San Carlo Borromeo, che nel 1575 percorse tutte le chiese della diocesi di Bergamo per verificare l'osservanza dei dettami del Concilio di Trento.

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